Storia

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Assemblea generale al Grotto del Bambino (attuale Ristorante Campanile)

Qui si formò, molto probabilmente il primo Comitato del Fc Intragna. Durante quell'Assemblea si parlò finalmente di un "vero campo di Calcio" da costruire sul terreno del Patriziato di Intragna.
Una prima proposta fu quella di costruirlo sotto il "Grotto del Bambino" (località denominata "Vallone", ma il progetto fu subito abbandonato dopo aver sentito il parere del tecnico Ettore Cavalli, causa l'eccessiva spesa (2'500 franchi!), lo spazio troppo ridotto e la vicinanza del fiume Isorno. Inoltre durante la stagione invernale risultava praticamente inservibile.
Fu chiesto allora al Patriziato di Intragna la concessione del terreno, posto sotto la chiesa di Golino, dov'è ubicato l'attuale campo sportivo. La domanda fu accolta dall'Assemblea, ma con qualche perplessità tra gli anziani dei Patriziato ("... ai nostri tempi non si giocava al pallone.”).
Il campo fu costruito quasi esclusivamente da volontari, giovani giocatori e sostenitori. Il trasporto e la spianatura dei materiale fu eseguita dai signori Franzoia e Fornera di Losone con il cavallo e la "galiotta". Per un aiuto permanente furono assunti due operai: Bombardelli Arnoldo di Golino e Bombadelli Cico di Cavigliano.
Nel 1948 venne costituita ufficialmente l'associazione Sportiva lntragna, che partecipò al campionato di IV divisione (attuale quinta lega).
Forse fu allora che ci fu la prima inaugurazione del campo sportivo, con una partita amichevole con la seconda squadra dei FC Locarno. Il pallone della partita fu lasciato cadere, a centro campo, da un aeroplano partito dall'aeroporto di Ascona.
Mi ricordo che il risultato fu di 7 a 2 a favore del FC Locarno e la partita fu arbitrata dal sottoscritto. Umberto Gaiardelli... Allora ero arbitro della Federazione Ticinese di calcio.
Nel 1952 venne poi sciolta l'associazione Sportiva intragna e sostituita, nel 1958, con l'attuale Football Club lntragna.
Il primo colore della divisa, nel campionato di quarta divisione era una maglia in lana a strisce giallo/nere, i calzettoni neri con in bordi arancioni.
Questa divisa fu confezionata dalla signora Laura Cavalli, moglie dei primo ideatore per la fondazione del sodalizio: Arturo Cavalli.
Per terminare, voglio ricordare con affetto coloro che parteciparono alla costruzione dei primo campo di calcio del FC lntragna, scusandomi se per caso ho dimenticato qualcuno.


I pionieri dei FC INTRAGNA:
Arturo Cavalli, Salmina Carlo, Cavalli Amabile e Aurelio, i fratelli Piazzoni, Cavalli Bartolomeo, Maggetti Cecchino e Luigi, Cavalli Giovanni, Pedrotta, Maggetti, Madonna, Jelmorini e tanti altri.....


U. Gaiardelli

squadra 1934

Da sinistra in piedi:
Cavalli Arturo, Camani Enrico, Testorelli Pierino, Pinoja Oliviero, Piazzoni Giuseppe.

Associati:
Candolfi Giuseppe, Giovanni Sergio, Piazzoni Luigi, Barzaghini Mario, Madonna Massimo, Simona Massimo.

 

squadra 1934 2


Intervista a uno dei pionieri dell'F.C. Intrgna

Risalgono agli anni Trenta i tentativi di muovere i primi passi verso la creazione di una società calcistica in paese. Sin dall'inizio Arturo Cavalli
ne fu il principale artefice, quando nel
1933 contattò (assieme a Cecchino Gelsi) l'allora presidente dei Patriziato di Losone per ottenere un terreno nella zona dello Zandone a Losone, dove ora sorge il campeggio.
Armati di picconi, pale e cariole i nostri
prodi predecessori crearono un campo
da gioco rudimentale, quasi più
quadrato che rettangolare e con le
porte in larice! Fu presto allestita la
prima squadra di calcio di lntragna
(con tanto di magliette a strisce
giallonere) che sfidava
«amichevolmente» altre formazioni
della regione. Quando si decise di
iscrivere la squadra Intragnese al
regolare campionato di calcio, scoppiò la Seconda Guerra Mondiale che interruppe l'attività...


Signor Arturo, quando si ricominciò a parlare di calcio dalle parti di lntragna?

Nei 19,46, dopo la guerra, quando rientrai a lntragna, proprio nel periodo in cui tutti vociferavano sulla possibile creazione di un campo da calcio. C'era persino il signor Fermo Maggetti che girava già con un progetto.


Che ruolo ha avuto nella creazione dei terreno da gioco?

Dissi subito che bisognava smetterla di fare riunioni inconcludenti, perché soldi non ce n'erano in ogni caso. Se volevamo fare qualche cosa dovevamo metterci all'opera..
Lavorammo così per quasi due anni nel nostro tempo libero fino a notte inoltrata; un giorno riuscii a contare la bellezza di 40 volontari!


Quali furono le difficoltà riscontrate nella costruzione?

Inizialmente abbiamo dovuto deviare un riale e abbattere un muro che sorgevano nel bel mezzo del nostro futuro campo, e in seguito abbiamo dovuto lavorare sodo per livellare il terreno che presentava numerosissime ondulazioni.


Cosa promise ai numerosi lavoratori-volontari?

C'era una sorta di patto-premio che mi legava a coloro che avessero contribuito attivamente alla costruzione del campo da gioco: li avrei fatti giocare nella futura formazione intragnese.
Il suo ruolo fu dunque fondamentale, se si permise di fare una simile promessa...
Effettivamente dovetti dirigere le operazioni nonostante fossi solo il segretario della nuova società, perché il presidente di allora, il signor Fermo Maggetti, abitava a Coira per motivi di lavoro. Assunsi pure con serietà il ruolo di allenatore-giocatore oltre a quello di capitano della squadra. Per mia fortuna Pietro Cavalli lo scalpellino si occupava delle casse squadra.

 

intervista


A questo proposito, come veniva «finanziata» la società?

I giocatori pagavano una tassa di 2,50 a testa, ma a quanto pare erano numerosi quelli che “ se la sviavano “. Inoltre si facevano diverse tombole al grotto e si approfittava della festa di San Gottardo per racimolare qualche soldino con le bancarelle e il classico gioco degli anelli. Siamo persino riusciti a organizzare una gara ciclistica!


Chi erano i giocatori più rappresentativi dell'epoca?


Senza ombra di dubbio il più forte in assoluto fu il centravanti Pierino Testorelli:
vederlo giocare era un vero spettacolo. Aveva una visione di gioco eccezionale, era onesto, e puntuale, non faceva mai un fallo e ci riparava persino i palloni perché era ciabattino. Anche Sergio Giovannari fu un buon giocatore, ma purtroppo non riuscì a sfruttare pienamente il suo potenziale.


Che squadre affrontavate?

L'Associazione Sportiva lntragna costituita nel 1948, partecipò al regolare campionato di IV Lega affrontando Losone, Gudo, Solduno, Minusio, Avegno, Someo, Cavigliano e Contone. Il derby con il Cavigliano era indubbiamente il più sentito: era considerato «il nemico numero uno», anche perché durante una partita un loro focoso giocatore ruppe la gamba a uno dei nostri.
Qual'è il fattore che la affascinava maggiormente?
Il calore della "piazza" di lntragna: la sera dopo la partita, ci si ritrovava a casa mia (dove ora abita Giampiero Cavalli) per discutere. Finché c'erano castagne e vino a disposizione la gente non se ne andava...
A quei tempi poi, nessuno dei giocatori aveva a disposizione un mezzo di trasporto, ma nonostante ciò, non mi ricordo che qualcuno fosse mai arrivato in ritardo a una partita.
È invece curioso il fatto che le convocazioni dei giocatori le appendevano su un albo nei pressi della chiesa di Golino.


Come finì la sua avventura calcistica?

Bisogna dire che mentre lavoravo attivamente c'erano gli altri membri dei comitato che «remavano contro» e un giorno, dopo che decisi di non far giocare Sergio Giovannari contro il Locarno II, mi esclusero da esso lasciandomi però la possibilità di giocare ancora. Vollero però prendersi una rivincita, lasciandomi in panchina la partita seguente. Fecero giocare 4 giocatori non tesserati, ricevendo così una salata multa dalla Federazione che decretò in pratica la fine dell'Associazione Sportiva lntragna.

 

intervista 2


Calcio intragnese: un po' di storia... raccontata da un ex calciatore


Umberto Gaiardelli, Pila "Eravamo alla fine degli anni trenta, quando un gruppo di giovani e giovanissimi di lntragna, Calezzo e Golino chiesero ed ottennero dal Patriziato di Losone un pezzo di terreno nella zona denominata " Zandone", oggi occupata in parte dal campeggio e in parte dai posteggi dell'industria AGIE.
A quel tempo l'affitto di quel terreno era di 50 franchi annui.
Era un terreno incolto che si dovette spianare e ripulire dai sassi e dagli arbusti. Dopo un duro lavoro con picconi e pale, lavoro svolto esclusivamente nei giorni festivi (il sabato allora era giornata normale di lavoro), si ricavò un campo da gioco quasi più quadrato che rettangolare. Sicuramente quel terreno era già un gran successo!
Un altro problema che si dovette affrontare era quello delle porte da gioco.
Niente paura!
Un gruppo di giovani tagliarono un larice vicino ai bersagli dell'attuale Stand di Tiro di lntragna. La pianta fu scorticata e trascinata sino al ponte di Golino. Lì venne tagliata a pezzi e portata nuovamente ad lntragna, alla falegnameria Cavalli Giosafatte.
Si prepararono poi le due aste e i quattro paletti. A fine lavoro le porte vennero trasportate dal signor Tresoldi Giulio sul suo carro, trainato da un cavallo.
Sistemate le porte, si poteva finalmente giocare a calcio. Le linee di demarcazione venivano fatte con la segatura.
Fieri ed orgogliosi si fondò così la prima squadra di calcio di lntragna. Gli avversari di allora erano delle squadre un pò improvvisate: alcune non ancora iscritte alla Federazione Ticinese di Calcio. Mi ricordo che si giocava contro l'oratorio di Ascona, l'Avegno, il Tegna, il Verscio e persino contro una formazione di Brissago e una della valle Onsernone, alla quale rendemmo poi visita al piano delle "Cascine" dopo Vergeletto. Naturalmente tutti in bicicletta!

1948


Lo spogliatoio improvvisato....

Allo "Zandone", il campo da gioco confinava con una “rongia" (canale), nella quale veniva immessa l'acqua della Melezza che serviva poi per innaffiare i terreni delle Gerre di Losone, in caso di siccità.
Si usava questo canale, evidentemente quando era asciutto, come spogliatoio, dove si mettevano i vestiti della festa. Una domenica mattina, mentre si stava disputando una partita, l'incaricato della chiusa aprì la saracinesca ed immesse l'acqua, dimenticandosi della partita, che si stava giocando in quel momento, e maggiormente dei vestiti.
Fortuna volle che qualcuno se ne accorse dando l'allarme in tempo: l'acqua aveva raggiunto solamente l'altezza di 20/30 centimetri.
Qualche scarpa sparì, ma il più venne recuperato.
Si dovette ritornare a casa, senza vinti ne vincitori, con gli abiti tutti inzuppati e qualcuno ancora con la divisa da calcio.

1939

L'attività calcistica intragnese, che doveva sfociare con la regolare partecipazione al campionato di calcio, purtroppo venne interrotta con lo scoppio della seconda guerra mondiale, nel settembre del 1939.

 

1946


Un altro pezzo di storia ricordato da un ex giocatore: Iginio Salmina

..l’agonismo, l'impegno e perché no, pure la tecnica individuale si evidenziano forse più di quanto si é ora abituati a vedere nel calcio minore. Si giocava sino a tarda sera, per poi risalire a piedi sino ad lntragna, stanchi morti, ma appassionati ed entusiasti per il calcio più di prima. Si era male organizzati, ma certamente più stimolati nell'impegno, cosa che purtroppo non sempre si riscontra oggi.
Non posso tralasciare di menzionare, senza far torto a nessuno, l'allora presidente Arturo Cavalli, a quale va il merito principale, assieme a Testorelli Pierino ed ad altri, se l'associazione Sportiva lntragna ebbe il suo primo campo di calcio, che se pure con altre dimensioni, è ancora l'attuale campo dei FC lntragna.
Per la costruzione di esso si dovette lottare contro i contestatori di allora, che erano in molti e per i quali ogni attività sportiva non era ben vista.
le trasferte venivano compiute in bicicletta: la più lontana era Tenero. Non ricordo, ciò malgrado, che un solo giocatore fosse arrivato in ritardo alla partita.
Pure ai miei tempi non sempre si facevano le migliori cose. Come aneddoto vorrei citare l'ingaggio di un giovanottone di colore, di passaggio per qualche mese in quel di Vosa e smanioso di giocare al calcio o meglio dare calci!
I dirigenti senza troppe difficoltà tesserarono "il colored", pensando di aver fatto chissà quale affare. La domenica del debutto, molta gente al campo attendeva con ansia l'esordio del nuovo acquisto. In effetti fu uno spettacolo indimenticabile: Robert, così era il nome del "negro", correva su e giù per il campo scontrandosi con avversari e non avversari. Il pubblico si divertì a non finire, un po' meno i dirigenti, sin quando un provvidenziale ed opportuno intervento di "Bebi" mise fine alle aspirazioni calcistiche di Robert!

tegna vs intragna

1978 allievi e

testo finale


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